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Storie di mobbing

Storie di mobbing è il nono evento di un ciclo di incontri (10 appuntamenti), curati dallo staff di Psicologia in Tribunale, dal titolo Oltre la Cronaca. Riflessioni su temi di cronaca giudiziaria indagati con la lente dello psicologo.

Monica Savino, psicologa giuridica, psicoterapeuta, CTU e perito d’ufficio per il Tribunale di Nocera Inferiore (SA) e per quello Ecclesiastico di Salerno, CTP su tutto il territorio campano; esperta di rischi psicosociali negli ambienti di lavoro dialoga con Roberto Colantonio, avvocato cassazionista del Foro di Napoli, giuslavorista, esperto di diritto d’autore tramite i patti di non concorrenza aziendali, di tutela del know how e dei meccanismi di produzione, di diritto dell’arte e art sharing.

Cosa si intende per Mobbing? In che modo la legge italiana tutela i lavoratori? Cosa fa vincere o perdere il lavoratore o il datore di lavoro?

Vent’anni fa veniva pronunciata la prima sentenza italiana sul mobbing, sentenza che andava a colmare un vuoto normativo ancora esistente nel nostro paese. Il mobbing è una forma di persecuzione o violenza psicologica subita in ambito lavorativo, tale da ledere la dignità personale e professionale del lavoratore e, a volte, anche la sua salute psicofisica. La vittima di mobbing può essere esposta, per periodi prolungati nel tempo, a comportamenti aggressivi e vessatori; a demansionamenti, umiliazioni, insulti, emarginazione; oppure a situazioni che possono provocare imbarazzo. I responsabili possono essere, a seconda dei casi, i datori di lavori, i superiori, i colleghi, che possono agire per invidia o incompatibilità caratteriali. In altri casi, comportamenti persecutori possono essere messi in atto deliberatamente in contesti aziendali che vogliono ridurre il personale.
Perché si possa definire mobbizzante una situazione di aggressione deve durare da almeno sei mesi, deve essere continuativa nel tempo e manifestarsi attraverso una varietà di atti persecutori.
Nel testo del giuslavorista Roberto Colantonio si traccia una disamina della giurisprudenza attraverso un numero cospicuo di casi concreti, la lettura e l’analisi di alcune tra le sentenze più recenti e rappresentative, in prevalenza della Corte di Cassazione, per comprendere un fenomeno che influisce sulla sfera personale e lavorativa di tanti lavoratori e delle loro famiglie. Il mobbing, questa forma di “terrore psicologico sul luogo di lavoro”, risulta, secondo l’Autore, anche una causa di inefficienza organizzativa e produttiva dai costi, umani ed economici, elevatissimi.

L’evento è in corso di accreditamento presso il CNF per la formazione continua obbligatoria per gli Avvocati.


La giustizia e la psicologia sono due ambiti disciplinari molto diversi, ma hanno una cosa in comune: si occupano entrambi di storie, storie vere, storie di vita! E le storie, almeno quelle che arrivano nelle aule dei tribunali e negli studi degli psicologi, sono sempre intrise di sofferenza e di dolore. Sono storie di vita che la cronaca giornalistica – moderna forma di narrazione tragica – ci racconta ogni giorno con dovizia di particolari. Attraverso quei racconti ci addentriamo nei pensieri, nei sentimenti, nei risvolti conflittuali e drammatici della vita dei protagonisti. Ma cosa succede oltre la cronaca, quando queste vicende sono fatte oggetto di indagine giuridica ed è necessario ricostruire i fatti e indagarne la complessità? Durante questi incontri, parleremo con scrittori e personalità del mondo giuridico, psicologico e criminologico di cosa accade quando i riflettori si spengono e le persone si trovano a fare i conti con dure realtà.